Zarabeth, ovviamente!

Fuck & Fight as usual

Aiuto!

Novembre 2nd, 2007 by Zarabeth

Ok, sono abituata a dormire male, o meglio prima lo ero, adesso un po’ meno. Ieri sera, complice un bicchiere di Vodka e mezza pinta di Old Speckled Hen, mi è piombato addosso l’abbiocco alle 23. Andiamo a nanna. Mi sveglio alle 3 con una vaga idea di tropici e il cuore a 1000. Di ri-dormire non se ne parla proprio. Avevo avuto un incubo, nebuloso ma brutto abbastanza da farmi svegliare. Meno male che oggi non devo essere produttiva nelle prime ore della giornata. Mi metto sul divano a fare zapping fra i canali dopo il 400 di Sky guardandomi un pezzo di documentario su Eva Braun intervallato da altri brani di documentari su come si salva un tasso, sull’ASPCA di New York, sulla cucina vietnamita con Anthony Bourdain (ma che minchia ti mangi, figliolo?) e sulle reliquie della Passione di Cristo sparse in tutto il mondo.

Verso le 5 mi ritorna un po’ di sonno, provo a tornare a nanna, leggo qualche pagina di un rassicurante libro su Ted Bundy e mi addormento. L’incubo torna. C’entra Ildo, il mio vecchio amico, c’entra Annina, c’entra il Brasile. Mi ri-sveglio alle 9, più scassata di prima, con un mal di schiena allucinante e senza aver riposato punto. Pranzo con minestrina e mi ritorna addosso l’abbiocco più nero. Penso seriamente di rigettarmi nella droga di The Sims 2 ma gli occhi mi si chiudono. Riprovo. Sollevo la tapparella, mi accoccolo e… porca troia, torno in Brasile, una stronza coi capelli rossi menopausa tenta di ammazzarmi mettendo un betabloccante nel mio caffè, chiamo la polizia, lei mi spinge in macchina e decide di suicidarsi lanciandosi in una piscina in costruzione con me. La maniglia non funziona (come se ci fosse il salvabimbi) e mi metto a prendere a calci il finestrino con dei maledettissimi sandali a tacco alto che ho buttato via 10 anni fa. Il finestrinbo si piega e… squilla il telefono. Grazie. Sollevo il cordless col fiato corto e la voce impastata. All’altro capo Danilo è perplesso. Gli dico che stavo facendo cyclette. Se ci crede bontà sua Mi era capitato di fare sogni e incubi a puntate, ma mai in maniera clamorosa come questa volta e senza riuscire a svegliarmi prima che la paura si trasformasse in vero terrore.

Forse mi sento in colpa per Ildo (la presenza massiccia sua e del Brasile sembra confermarlo). Che mi senta molto in colpa per Ildo? Non lo so… Solo che adesso non guardo più al mio letto caldo e confortevole come a una cuccia in cui rifugiarsi, ma lo temo.

Bene, pure questa ci voleva. Con l’agorafobia quasi dimenticata, l’oclofobia che non s’è fatta viva in momenti in cui avrebbe avuto ogni ragione per scatenarsi come un puledro al rodeo, compare la narcofobia (esiste?). Ma vaffanculo!

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